Due riflessioni su “Corri la Vita”

 

Vorrei spendere due parole su Corri la Vita, una bellissima manifestazione di solidarietà che si svolge a Firenze tutti gli anni e che consiste in una corsa podistica di 13 km o in una passeggiata di 5 km, pagando un tributo di pochi euro che vanno a sostenere la lotta al tumore al seno. Ogni anno questa manifestazione vede la partecipazione di circa 30.000 persone che, con la loro maglietta dell’evento, data a seguito dell’iscrizione, vanno a giro per Firenze riappropriandosi del centro storico, talvolta intasandolo nel vero senso della parola, perché in alcune strade davvero si cammina a fatica dalle persone che ci sono.

 Io sono quasi 10 anni che la faccio regolarmente, ho sempre fatto la passeggiata, ma da due anni, poiché ho preso il vizio di correre e mi alleno spesso, partecipo alla corsa podistica, con molta soddisfazione.

Molti si chiederanno come mai, pur gestendo un blog all’interno di un sito che parla o dovrebbe parlare di fotografia, di fotografia non parlo quasi mai, e parlo sempre di eventi a cui partecipo con grande gioia. Beh forse perché la fotografia è diventata per me un accessorio fondamentale per descrivere queste manifestazioni. Infatti, tranne che per problemi logistici in cui non me la posso portare tipo quando vado appunto a correre, ho sempre la mia fida fotocamera dietro e non ne potrei mai fare a meno. Forse proprio perché la fotografia mi ha insegnato ad esercitare uno sguardo costante sul mondo, mi capita di osservare un po’ più in profondità certe situazioni e di fare qualche considerazione, anche giorni dopo, le cosiddette “riflessioni del giorno dopo”.

Ho notato che in Italia, quando si parla di solidarietà, beneficenza, aiuti al prossimo, siamo, io penso, i primi al mondo a metterci in moto e a diventare, anche per un giorno, tutti amici, tutti buoni, tutti insomma solidali. Ma davvero siamo così solidali in un paese dove, la miseria crescente e il tran tran quotidiano, ci spinge a chiudersi sempre in se stessi e a vedere gli altri come nemici e a vivere le nostre giornate come dei supplizi inevitabili?

Mentre correvo domenica vedevo facce sorridenti, allegre, nonostante la fatica della corsa, tutti che si salutavano, che si chiedevano scusa se si urtavano. Ad un certo punto un signore che correva è caduto in terra e si sono attivate circa una decina di persone per aiutarlo. Una signora disabile sulla carrozzina voleva attraversare sulle strisce pedonali sfidando la marea di podisti ed era timorosa a farlo. Ci ha pensato un altro gruppo di podisti a fermare la gente, improvvisandosi vigili, e a fare passare la signora. E poi una quantità biblica di selfie con tutti e con tutto, amici e cani. Ben vengano i selfie e le gentilezze se servono per regalarci un sorriso e dimostrarci più buoni e generosi.

Ma poi il giorno dopo che succede? Sono ripassato il giorno dopo nello stesso attraversamento pedonale della signora in carrozzella e manca poco mi stirano le auto. Pedoni che mandano in quel posto gli automobilisti, automobilisti che si mandano fra di loro. Tutti che imprecano l’uno contro l’altro. Senso civico praticamente nullo. Pochi giorni fa, vicino a casa, con mia moglie stavamo attraversando la strada con il semaforo verde per noi e uno in macchina, bucando il suo rosso andando a 70 all’ora circa in città, ci passa sui piedi che se eravamo un metro più in là a quest’ora eravamo all’altro mondo. E questo manco ha rallentato né ha fatto alcun cenno di scuse. Esci da casa al mattino e i tuoi condomini che incontri per le scale fanno fatica a salutarti. In giro poi tutte facce incazzate, grigie. E poi non parliamo di quello che succede al lavoro, per cui andrebbe aperto un capitolo a parte.

Mentre domenica ero nella calca tra le persone sorridenti aspettando di partire per la corsa mi chiedevo “ma in mezzo a tutta questa folla di 30mila e passa persone, ci saranno anche quelli che si sono messi in fila la notte per comprarsi l’Iphone nuovo al centro commerciale due giorni fa?” E poi “ci saranno veramente persone convinte di fare beneficenza oppure molti pagano 10 euro di iscrizione solo per avere la loro bella maglietta con su scritto “Corri la Vita” per poi dire “ho partecipato”, fare il loro selfie di gruppo e sentirsi buoni per un giorno? Domani come si comporteranno? Saranno sempre sorridenti come oggi? Lo sanno a cosa stanno partecipando mentre si fanno i selfie? Sanno che cosa è la beneficenza? Che poi, alla fine, i selfie me li faccio anche io, quindi faccio parte della massa anche se non ho l’ultimo gioiello dell’apple. Lo so che probabilmente anche io mi comporto male e sono arrabbiato, ma ogni tanto queste domande me le faccio, senza per altro trovare mai risposta. Solo per un attimo però, prima di ributtarmi, anche io, a capo chino, nel tran tran del nostro grigiore quotidiano.

In conclusione….visto che almeno per quei pochi giorni all’anno in cui si fa beneficenza ci vogliamo tutti bene, senza contare il Natale ovviamente, ci vorrebbero 365 Corri la Vita ogni anno, tutti i giorni, così saremmo tutti solidali sempre…….o ci verrebbe a noia alla fine? Atroce dubbio, o meglio altra domanda senza risposta. Per quanto mi riguarda……..W CORRI LA VITA!!!!

E, visto che questo dovrebbe essere un blog di fotografia ci metto anche un pò  di foto delle varie edizioni passate……

Appuntamento alla prossima edizione, mi sto già allenando.

www.corrilavita.it

edizione 2014

edizione 2014

edizione 2014

_DSC0082edizione 2013

edizione 2013

edizione 2013

edizione 2012

edizione 2012

edizione 2012

edizione 2011

edizione 2011

edizione 2011

edizione 2010

edizione 2010

edizione 2010

edizione 2009

edizione 2009

edizione 2009

edizione 2008

edizione 2008

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edizione 2006

edizione 2006

edizione 2006

edizione 2005

edizione 2005

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