Astori #DA13

Ormai da anni non seguo più il calcio come lo seguivo prima. Mi ricordo che da ragazzo avevo l’abbonamento e tutte le domeniche ero lì in curva Fiesole a tifare Fiorentina, Adesso i troppi interessi economici che girano in questo contesto hanno rovinato uno sport che purtroppo per me non è più tale. Quindi non lo seguo più se non occasionalmente. Però ogni tanto succedono cose che riescono a riumanizzarlo, o quantomeno a riavvicinartelo un po’.

E’ già un anno che ci ha lasciato Davide Astori, difensore della Fiorentina e della Nazionale Italiana. Io non l’ho mai conosciuto di persona, l’ho solo visto giocare qualche volta ma, a detta di tutti, era una persona d’oro anche fuori dal campo, oltre che un ottimo giocatore. Lo testimonia l’affetto che ancora oggi si sente quando viene nominato il suo nome da ogni parte e da come è stato ricordato da tutti il giorno della sua morte, il 4 marzo 2018.

Fuori dallo Stadio Franchi a Firenze gli hanno dedicato una serie di pensieri e striscioni: il “muro di Davide”, così è stato ribattezzata la cancellata esterna della tribuna dello stadio che ha ospitato per un lungo periodo queste testimonianze. Mi ricordo che non ci ho pensato due volte e sono andato subito a fotografare questo che per me è stato un evento unico nel suo genere, visto come ha coinvolto tutti, addetti al calcio, tifosi e persone esterne. Come se la morte di un ragazzo perbene giovane ci redimesse un po’ tutti, ci ricompattasse e ci facesse pensare, anche solo per un attimo, che la vita è unica e che è appesa ad un filo sottile e che siamo tutti nelle stesse condizioni su questa terra, al di là delle rivalità, dei soldi, e delle gerarchie di questo calcio malato.

Ripropongo dunque queste foto, fatte al famoso “muro” ad un anno di distanza, come se fossero sempre attuali anche negli anni a venire.

Ciao Davide

Foto di www.scattovisuale.it